VAR nel calcio: cos’è, come funziona e cosa cambia nei campionati giovanili e dilettantistici
La tecnologia ha trasformato molti aspetti del calcio moderno, e uno dei cambiamenti più significativi degli ultimi anni è stato l’introduzione del VAR — Video Assistant Referee — conosciuto anche come assistente video dell’arbitro. Questo sistema è stato sviluppato per supportare gli arbitri nelle decisioni più cruciali e ridurre gli errori che possono influenzare il risultato di una partita.
Cos’è il VAR e perché è stato introdotto
Il VAR è una tecnologia di assistenza arbitrale che utilizza il supporto video per rivedere e correggere decisioni prese dall’arbitro in campo. Piuttosto che sostituire l’arbitro, il VAR funge da supporto per aumentare l’accuratezza delle decisioni nei momenti chiave della partita.
Il protocollo ufficiale prevede che la decisione finale spetti sempre all’arbitro principale: il VAR può consigliare, ma è il direttore di gara a prendere la scelta definitiva, anche dopo aver visionato le immagini.
Come funziona tecnicamente il VAR
Il sistema VAR opera con un gruppo di ufficiali specializzati che osservano la partita in una Video Operation Room (sala VAR), dotata di diversi schermi e angolazioni video. A questo team può aggiungersi l’AVAR (Assistant Video Assistant Referee), che aiuta a individuare episodi critici e a preparare i replay utili.
Il processo tipico prevede tre fasi principali:
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Segnalazione di un possibile errore da parte del VAR o dell’AVAR all’arbitro in campo.
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Revisione delle immagini video da diverse angolazioni.
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Decisione finale dell’arbitro, con o senza On Field Review (revisione sul monitor di bordo campo).
In competizioni professionistiche vengono utilizzate tecnologie più avanzate e molte telecamere per garantire precisione nei replay, inclusi sistemi di tracciamento semiautomatico per episodi come il fuorigioco.
Quando può intervenire il VAR
Il VAR non monitora l’intera partita in ogni istante, ma interviene soltanto in situazioni ben definite che possono cambiare il corso della partita. I casi principali sono:
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Gol e violazioni che lo precedono
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Decisioni di rigore
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Cartellini rossi diretti
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Errori di identità durante l’assegnazione di ammonizioni o espulsioni
Per intervenire, il protocollo stabilisce che deve trattarsi di un errore chiaro e evidente o di un episodio importante non visto dall’arbitro. In queste circostanze, il VAR può suggerire alla terna di rivedere l’azione e – nei casi tecnici come fuorigioco o palla fuori – può anche fornire una correzione diretta.
VAR nei campionati giovanili e dilettantistici: cosa cambia?
Mentre il VAR è ormai standard nei principali campionati professionistici (come Serie A, Champions League e grandi competizioni FIFA), la sua implementazione nei tornei giovanili e dilettantistici è molto limitata o inesistente per ragioni pratiche e economiche. La tecnologia richiede infrastrutture costose (più telecamere, personale specializzato e tecnologia di sala VAR) che spesso non sono disponibili a livello locale.
In alcune competizioni giovanili internazionali FIFA e in sperimentazioni specifiche, però, si utilizza una versione semplificata chiamata Football Video Support (FVS), che consente ai coach di richiedere una revisione limitata delle decisioni nei casi principali — gol, rigori, espulsioni e errori di identità — pur senza un team VAR dedicato.
Questo tipo di sistema potrebbe rappresentare una possibile evoluzione per i campionati dilettantistici, consentendo una revisione video più accessibile senza i costi e la complessità delle tecnologie professionistiche.
Quali sono i limiti del VAR?
Nonostante la sua utilità, l’uso del VAR non è privo di limiti:
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Non entra in tutte le fasi di gioco, ma solo in specifiche situazioni di rilievo.
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La tecnologia non elimina completamente le interpretazioni soggettive (come determinare la “gravità” di un fallo).
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In contesti non professionistici, la sua introduzione su larga scala è restritta dagli oneri organizzativi e dai costi tecnici.



